I. La lingua.

Che tu stia decidendo di trasferirti in Olanda, Francia, Inghilterra o qualsiasi altra nazione la cui lingua madre non sia italiano, ciò che conviene fare è imparare a parlare come gli autoctoni del luogo in cui metterete radici.

Badate bene, questo passaggio può essere visto come obbligatorio o meno a seconda di quello che vogliate fare della vostra vita. Avete intenzione di farvi una vacanza di tre mesi in Inghilterra, lavorando come cameriere/a? Sarebbe consigliato, ma non è necessario avere una certificazione di lingua (benché non potrete aspirare a lavori diversi da, ribadisco, cameriere/a, barman/barlady e così via).Volete iscrivervi all’università o per lavorare stabilmente ? E’ vitale avere una “patentino” di lingua, principalmente perché, senza quello, nessuna, e ripeto: nessun tipo di istituzione vi considererà (sempre che, ovviamente, non vi siano accordi secondari che cambiano tutto).

Prima di capire il come, però, cerchiamo di approfondire il cosa. A livello europeo, la conoscenza della lingua viene descritta ed indicata tramite il Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER), un metodo istituito dal Consiglio d’Europa tra il 1989 e il 1996. Questa griglia è suddivisa in sei livelli di competenza (che definiscono il livello di abilità nella lingua europea studiata):
A1: livello base;
A2: lvl. elementare;
B1: lvl. intermedio o “di soglia”;
B2: lvl. intermedio superiore;
C1: lvl. avanzato o “di efficienza autonoma”;
C2: lvl. di pardonanza della lingua in situazioni complesse

Per poter fare in modo che il livello posseduto abbia una validità legale ed ufficale (ad es: che possiate inserirlo nel CV come fatto accertato), bisogna sostenere un esame di lingua che vi conferirà un patentino/certificazione di lingua. Al momento esistono diversi tipi di esami (ovviamente a seconda della lingua di cui vogliate accertare la conoscenza), alcuni sono:

Inglese: 
- I.E.L.T.S;
- T.O.E.F.L. (ingl. americano);
- Cambridge (K.E.T., P.E.T., F.C.E., C.A.E., C.P.E.);
- B.U.L.A.T.S./B.E.C.

Francese:
- D.E.L.F;
- C.E.F.P.

Italiano:
- C.E.L.S.I;
- C.E.L.I.
Spagnolo:
- D.E.L.E;
- C.E.L.U.

Se mettessimo insieme tutti questi acronimi, probabilmente solo tutti i titoli di Daenerys Targaryen riuscirebbero ad uguagliarne la lunghezza.

Ogni esame vi metterà alla prova su quattro diversi piani di utilizzo della lingua, ovvero: ascolto, lettura, scrittura e parlato. E’ possibile, comunque, che ogni esame differisca leggermente l’uno dall’altro (ad es: diversa esecuzione, tempo di validità, modalità di correzione etc).
Vi chiederete: perché tutto questo tramtram? Perché è necessario certificare l’utilizzo pratico ed effettivo della lingua, sempre che voi non vogliate andare in Inghilterra e cominciare a comunicare a gesti (d’altronde, Hodor riesce a farsi capire… accettabilmente, hodor? Hodor!).

Dal mio punto di vista, preferirei conoscere un minimo della lingua madre della nazione che sto visitando, giusto per evitare di sorridere con fare inebetito mentre chi mi sta davanti si prende gioco di me. Lineare, no?

Nel prossimo articolo tratterò degli esami che vengono maggiormente accettati in Inghilterra (vi parlerò dell’esame che ho sostenuto io – I.E.L.T.S.-  e dei i vari Cambridge), per cosa si diversificano, come vengono eseguiti, quanto costano e tante, tante altre informazioni!
(Vuoi che approfondisca qualche particolare? Vuoi informazioni su qualcosa che ti ronza nella testa da qualche periodo? Mandami un messaggio o lascia un commento, vedrò cosa posso fare per aiutarti!)

Stay tuned, and may the Force be with you!

Paolo.

Fonti utilizzate:
wikipedia ;

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