II. La certificazione IELTS.

Deciso che sarà vitale poter comunicare con le persone che ti circondano, ora passiamo al passo successivo: ottenere una certificazione. Non hai letto il post precedente, e non sai perché mi metterò a parlare di questi esami? Clicca *quì* per capirne un po’ di più!

Come avevo anticipato la settimana scorsa, oggi parlerò dei principali test di inglese che hanno una valenza più o meno maggiore sia a livello internazionale, che britannico. Ogni test ha le sue differenze, sia di validità di tempo, che di struttura. Ricordatevi che, comunque, l’esame per la certificazione lo consiglio vivamente a chi vuole studiare/lavorare all’estero, e non solamente a chi decide di farsi una vacanzina di qualche mese per fare un’esperienza nel mondo della ristorazione. Questo perchè, a livello economico, fare un esame + corso o solo esame non è propriamente economico. Ma bando alle ciance, e partiamo con il primo (e che ho svolto): l’IELTS.

International English Language Testing System (I.E.L.T.S.):

Il test per antonomasia per chi vuole trasferirsi in una nazione anglofona (non parliamo, quindi, di Inghilterra nello specifico). Ogni anno viene sostenuto da circa 1,5 milioni di persone in tutto il mondo, chi per lavoro e chi per entrare nel mondo accademico straniero (pensate, pure la Khaleesi ha dovuto sostenerlo, che per Westeros ne aveva necessità!).

Le tipologie:
Academic: viene richiesto a tutti coloro che vogliono entrare in un’università anglofona, o a coloro che devono intraprendere una carriera nel mondo accademico/scientifico/giuridico. E’ più difficile rispetto al “general”, questo perché bisogna accertare la conoscenza di termini tecnici e di una determinata fluidità nell’utilizzo dell’inglese in un campo dove la lingua è vitale.
General: per tutti coloro che necessitano della certificazione per pratiche di immigrazione, di lavoro e, in generale, per scopi non universitari/accademici. Non vi sarà richiesto un linguaggio troppo “serio” (leggasi: di livelli universitari/business), e alcune parti sono l’opposto dell’academic (sui temi trattati e la forma dell’esame stesso).

Quindi, prima di capire che tipologia di esame intraprendere dovete, assolutamente, capire che farne della vostra vita: intesi?

La struttura:
Come viene mostrato nella figura, le due tipologie sono essenzialmente uguali nella struttura, ma i contenuti si diversificano di molto (io, tuttavia, mi concentrerò sull’academic, di cui ho avuto l’esperienza diretta).

Listening: è uguale per tutti e due i tipi, si tratta semplicemente di un ascolto di quattro diversi dialoghi (spezzoni di lezioni universitarie, interviste, telefonate, prenotazioni etc etc), durante i quali dovrete rispondere a delle domande (a numero variabile, in media sono 10 per modulo), dalle risposte multiple al riempimento di spazi vuoti. Bisogna specificare una cosa: la risposta bisogna darla mentre si ascolta il brano, che non viene ripetuto (esatto, chi si ferma è perduto. Altrimenti la difficoltà dove sta?). Dura trenta minuti e la difficoltà di ciò che vi faranno ascoltare aumenta gradualmente.

Academic reading: vi verrà consegnato un fascicoletto con, all’interno, tre sezioni diverse l’una dall’altra (sempre a difficoltà crescente). In questo caso (academic), il candidato si trova davanti a testi a base scientifica: articoli, reviews, brani tratti da libri (no, non quello di Peppa Pig, parliamo di trattati lievemente più difficili). Ogni sezione ha il proprio testo e, successivamente, delle domande a cui rispondere. I quesiti a cui rispondere vanno dall’identificazione di spezzoni del testo appena letto, ai vero/falso, all’abbinamento di titoli e così via. Dura 60 minuti e direte: “ce la faccio tranquillamente”, e io vi dico: “è fattibilissimo, basta essere veloci a leggere e non concentrarsi su ogni parola”.

Academic writing: finito il reading, la carissima personcina a cui voi vorreste solo sussurrare “dracarys” vi consegnerà un altro fascicolo, questa volta però c’è qualcosa di strano: due pagine sono completamente bianche, sarà mai che ci dovete scrivere sopra? E’ panico. Questa sezione è, a mio avviso, la più ostica perché al 90% vi presenteranno delle tabelle ( da pies alle charts e così via) che dovrete descrivere in modo scientifico/analitico. Il modulo comprende due tasks: la 1 e la 2; la prima si concentra sulla descrizione di un grafico (almeno 150parole), mentre la seconda sulla redazione di un saggio di 250 parole minimo (un po’ come il tema generale della maturità: argomento specifico ma che da’ possibilità di scrivere a tutti). Dura 60 minuti, e dovete stare attenti a praticamente ogni cosa, dallo spelling alla vostra grafia.

Speaking: uguale per le due tipologie, si tratta di una conversazione su diversi temi (suddivisi in 3 sezioni) con una persona in carne ed ossa, il fantomatico esaminatore: quello che ti guarda con sguardo truce e ti fa venire voglia di nasconderti, oltre che farti sciogliere anche con il condizionatore acceso (non è niente di tutto questo, tranne per l’ultima parte … quella sì, ve lo assicuro. Il mio esaminatore era un pezzo di pane, ha fatto pure finta di essere interessato a tutto ciò che gli dicevo). Dura 11-14 minuti, ed è studiato per permettere al candidato di usare il 99% dei tempi verbali ed esprimere il proprio lessico.

Le prove sono tutte consecutive (quindi: niente pausa, la vescica la mantenete piena o levate tempo dalla prova, decisione vostra!), potrebbe capitare che lo speaking venga fatto il pomeriggio o, in alcuni casi, il giorno seguente!

I risultati:
Vengono pubblicati sul sito ufficiale dopo 13 giorni dalla data dell’esame (si accede solamente tramite password, e potrete vedere solo i vostri – pensavate, eh?!).
Le bande di voto sono semplici: da 0 a 9 (per vederli nello specifico, clicca *qui*).
Il vostro Test Report Form (il documento che dovrete consegnare a qualsiasi istituzione ve lo richieda – leggasi: università, in questo caso) vi verrà inviato direttamente a casa nel giro di una/due settimane, e dovrete tenerlo protetto neanche fosse l’anello del potere. Hodor? Hodor!

La validità:
Due anni.

Costo:
199 euro.

Pregi:
– E’ il test per eccellenza per evitare di trovarsi nell’intoppo di non avere una certificazione riconosciuta (lo è pure in America).
– E’ consigliato a chi non è completamente sicuro di poter arrivare al risultato richiesto, in quanto l’IELTS ti fornisce, in qualsiasi caso, una banda di voto (che potrebbe avvicinarsi, superare o non toccare minimamente il vostro obbiettivo).

Difetti:
– Costa 200 euro (sono soldi che volano via dal conto in banca/portafogli, ma è il difetto di ogni cosa da pagare).
– Se lo dovete ridare, non vi faranno sconti di alcun genere (sono già gentili da permettervi di dargli 200 euro, credete che vi facciano pure uno sconto? Folli.)
– Dura due anni (ma non è necessariamente una cosa negativa, vi serve solamente per entrare all’università – poi voglio vedere chi non vi prende a lavorare “perché non hai una certificazione di inglese pur avendo studiato tre anni in Inghilterra”).

Corsi:
Personalmente vi consiglierei di fare tutto da autodidatti, magari facendovi seguire da un professore che vi controlli particolarmente nella sezione Writing. Ogni corso che vedrete online o che vi proporranno sarà sempre essenziale per la riuscita dell’esame, ma questo è il magico mondo del marketing e del commercio: abituatevi! Sulla rete potete trovare diversi corsi gratuiti (che non ho mai provato, quindi non saprei cosa proporvi di concreto), ed esistono libri veramente utili (io ho usato uno di questi) anche a solo 10/20 euro usati. Il costo di un corso che mi era stato proposto era di 550 euro, dico solo questo.

ATTENZIONE: ricordate che la certificazione dev’essere valida fin dall’inizio dell’università (quando entrate come studenti deve essere necessariamente valido).

Ps: in Italia, l’istituzione abilitata a poter svolgere l’IELTS è il British Council.

Fine prime parte (a breve anche l’esame Cambridge!)
Vuoi consigli? Hai qualche dubbio sull’esame? Chiedi pure! Sarò felice di aiutarti per come posso🙂

Fonti:

Wikipedia;
IELTS.org;
British Council;
– Esperienza personale (such cool, much fighezza!!1!).

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